Una valle con una leggenda che l’accompagna fin dal lontano 1760 circa, anni che hanno sconvolto più nazioni per colpa di invasori crudeli; e una delle tante invasioni che hanno caratterizzato questa nazione è quella turca.
È una giornata come tante altre, e una giovane ragazza e i suoi fratelli sono giù a valle per il consueto lavoro da pastori, quando ad un tratto i saraceni fanno il loro approdo nella valle.
Qui, ovviamente, capirete che la fuga è l’unica via di scampo che ci può essere per i fratellini, che riuscirono a sfuggire velocemente ai malintenzionati, grazie soprattutto alla loro sorellona che gliene diede modo. Ma è proprio a questo punto della storia che prende forma la leggenda.
Certo, scendere nella valle per percorrere il sentiero ormai dismesso fa venire la pelle d’oca; ma trovarsi di fronte alla piccola grotta che ha di certo salvato più vite di quello che si racconta, è qualcosa che difficilmente si dimentica.
Ma ecco che continuando a passeggiare ci troviamo finalmente faccia a faccia con la mastodontica cupola, la terza più grande al mondo, una costruzione basata sul Pantheon di Roma, ed una struttura miracolata durante gli attacchi della seconda guerra mondiale.
Eh già…era l’8 aprile del 1942 quando una bomba sganciata da un aereo tedesco, colpì la cupola irrompendo nella chiesa durante una messa, precipitando in mezzo alle navate ma senza esplodere, senza ferire gravemente nessuno dei fedeli e che prontamente fu disinnescata.Al suo interno ci si può far venire i brividi guardando la riproduzione della bomba e tutti gli affreschi che vi riempiranno gli occhi a festa, e ancora farsi prendere dalla curiosità scendendo giù ai rifugi di guerra sotterranei per visitare i World War ll Shelter, ma solo dopo aver guardato il panorama direttamente dal tetto di questo grande fiore all’occhiello che possiamo trovare qui a Malta.
Bene, ora che siamo ben cotti da questa lunga passeggiata immersa tra mito e realtà, è arrivato il momento di fermarci e fare uno spuntino a base di pastizzi, sperando solo che Dylan non me li rubi tutti.

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