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lunedì 5 luglio 2021

Popeye Village



POPEYE VILLAGE


Immaginiamo di essere a Malta e di aver voglia di andare al mare, o magari voglia di museo, oppure voglia di divertimento o ancora qualcosa che accomuni anche la nostra passione per il cinema...insomma qualcosa di fantastico e strabiliante.
C’è solo un posto così sull’isola, ed è il Popeye Village.
Chi di noi non conosce il caro buon vecchio Braccio di Ferro alzi la mano, ci siamo?
Bene, ora invece, chi non conosce quel grande attore di Robin Williams, smetta di leggere!
Il motivo è pure e semplice. Nel 1980, tra gennaio e giugno, il nostro compianto ''Capitano'' è stato l’attore principale del film Popeye, impersonando appunto Braccio di Ferro. La pellicola venne girata nella baia di Anchor a Mellieha, la parte più a nord di Malta. E qui venne anche allestito tutto il set con lavori che durarono 7 mesi iniziando a giugno del 1979.
La cosa curiosa e geniale è che, a fine riprese, il set non è stato abbattuto ma è diventato un parco turistico.
Ancor prima di arrivare alla baia, guardando dall’alto sulla strada per arrivarci, lo spettacolo che compare ai nostri occhi vale di per sé tutta la strada fatta per arrivarci, soprattutto se abiti a sud dell’isola. Ed ecco che pochi minuti dopo sei nel parcheggio del Village, e l’unica cosa che ti separa dal provare un'esperienza unica, è solo il biglietto da comprare.

La cosa è abbastanza semplice, entri, ti danno le informazioni necessarie indicandoti anche quello che è incluso nel biglietto (tra cui un bel giretto in barca) e paghi.
 Da li ti si apre la porta per il set originale dove quel gigante del cinema, che ci ha fatti emozionare con Mrs Doubtfire o conoscere il mondo di Jumanji, ha recitato in quegli stessi posti che ora stai percorrendo, guardando o toccando.
Più si scende e più sembra di entrare in un libro di favole, con le sue 19 costruzioni in legno così irreali e coloratissime, ma che sono per davvero davanti a te. Potrai passare dalla casa del sindaco all’ufficio postale fino ad arrivare ad un simpatico cimitero, sempre dal set del film, e quando questo ti sembra già tanto ecco sbucare anche i personaggi del film per intrattenere grandi e piccini.
Ma ancora non è finita qui.

Continuando con il tour si arriva ad un piccolo museo con locandine e cimeli originali del film, oltre a quelli del personaggio dei fumetti. Poi se si ha la pazienza e la voglia, si può assistere anche al film in lingua originale nella sala cinema creata apposta per questa unica funzione, proiettandolo per tutto il giorno.
Dopo film e pop corn è giusto anche bere qualcosa al bar, dove ogni cosa è perfettamente in linea con tutto quello che ci circonda. Camminando ancora un po', si possono vedere alcune vecchie costruzioni del film che non sono state ristrutturate, rendendo il tutto ancora più realistico.

In alcune casette si può addirittura entrare e sentirsi, a quel punto, del tutto parte della pellicola che fu, e sentirvi ora il panettiere del paese, ora l’addetto alle poste, o magari il sindaco in persona o semplicemente il...il...il caldo comincia a farsi sentire, non credete?
Well...semplicemente perché è giunto il momento di lasciare per un po’ questa magia e provarne un’altra. Tipo prendere posto su qualche comodo lettino all’ombra e tuffarci magari proprio dove Popeye arriva con la sua barca e si stabilisce in quel villaggio di pescatori chiamato Sweethaven nel tentativo di ritrovare suo padre e dove si innamora della sua Olivia.



martedì 29 giugno 2021

Marsaskala




MARSASKALA


Uno dei villaggi più belli e tranquilli dell’isola, uno dei villaggi più a sud dell’isola, ed anche uno dei villaggi più tranquilli dell’isola.
Lo so, ammetto che scrivere più volte ‘’villaggi’’ potrebbe rendere poco elegante un racconto, ma scrivere che questo é un villaggio3 (alla terza), avrebbe potuto non rendere bene l’idea. Perché? Ovvio! Come scrisse e cantò Bob Dorough, three is a magic number, e tre sono, tra le altre centinaia, le cose che incantano di Marsaskala: il mare, la campagna e la tranquillità.

E si...perchè oltre ad avere un mare invidiabile dove poter fare immersioni e snorkeling, c'è anche una zona più campagnola che sarebbe un vero peccato non farci una passeggiata e scoprire magari qualche piccola chiesetta davvero pittoresca, oltre ovviamente al fatto di poter raccogliere i capperi, se è tempo di raccolta, da cespugli selvatici, prima che questi fioriscano.

Ma cominciamo col dire che il nome Marsaskala, o Marsascala, deriva da ‘’porto siciliano’’, questo perchè era frequentata da pescatori provenienti dalla parte sud della sicilia, che poi si insediarono. Se volete, potete chiamare questa cittadina anche con il suo nome maltese, meno usato, Wied il-Għajn che significa ‘’Valle della Sorgente’’.

Ammettiamo quindi che vogliate farvi un giro in quel di Marsaskala, che fare una volta arrivati?
Beh...tanto per cominciare il lungomare, non solo è tranquillo e pulito, come il mare che lo bagna, ma ci sono anche dei bei posticini in cui fermarsi a bere qualcosa o magari mettere qualcosa tra i denti, oppure arrivare fino alla chiesa di Sant’Anna che sembra faccia da guardia al porto.

La passeggiata può continuare in qualsiasi direzione, e dato che sto facendo da Cicerone, direi di aspettare ancora un po’ per l’aperitivo e andare a farci un giro al Family Park.

Il Family Park, un parco grandissimo con campo da calcio, attrezzi da palestra, viali lunghissimi, area giochi per i piccoli, zona pic nic, area sgambamento per i pelosi, e se si prosegue dietro il parco, praticamente sono collegati, ecco una chiesetta che per arrivarci dovete superare la piccola ma ripida salita, che fa ricordare Rocky che sale le scale. Una volta arrivati in cima si può godere di un bel panorama e scendendo potremo, stavolta, fermarci a fare una piccola visita agli amici animali del parco, tra un cavallo e qualche coniglio, capretta, ecc…

Va bene usciamo dal parco e avviamoci verso l’altra parte di Marsaskala, verso uno dei due punti, con Torre di avvistamento annessa, che proteggevano la baia e cioè Il-Hamrija a st thomas che si trova a sud, mentre a nord  del villaggio era di protezione la punta di Zonqor.
Ecco noi ci dirigiamo verso sud, dove l’aria comincia a farsi ancora più rilassante e tranquilla, più Jammin’ direbbe un altro Bob. E arrivando a fine strada e quindi raggiunto il mare, ecco che ti appare (o quasi, al max chiedete in giro) lo Zion.

Tranquilli non siete arrivati in nessun tipo di paradiso rastafariano, ma ad un reggae bar che merita la nostra attenzione. Esatto, questo Zion è il pezzo mancante al mosaico di emozioni che trasmette questo villaggio. O forse la sto facendo più grande di quel che è, ma questo locale tranquillo dove poter mangiare, bere, ascoltare buona musica (alle volte live) magari insieme a due boccate di narghilè...beh, direi proprio che questa situazione jammin’ style è da ‘’pace dei sensi’’ con il tutto a una decina di metri dal mare.
Direi che la serata è ormai finita e dopo un’altra passeggiata sul lungomare, magari dalla parte dei ristoranti e salutare colui che per noi diventò ‘’lo zio del thai’’ (un ristorantino thai da provare assolutamente) e farci magari il bicchiere della staffa prima di tornare a casa, ma prima, un’ultima occhiata alla luna riflessa in quel mare ormai mescolato con il cielo fino a diventare un’unica sinfonia che, giuro, si potrebbe ascoltare direttamente con gli occhi.

sabato 22 maggio 2021

Mosta, tra leggenda e realtà


MOSTA TRA LEGGENDA E REALTA'



Una cosa è certa, non puoi passeggiare  godendoti del tutto una giornata e quello che hai intorno, senza ascoltare un po’ di buona musica; l’ideale per oggi sarebbe Let it be dei Beatles. Ed è proprio con queste note che mi sento ispirato e mi fa tornare in mente qualcosa di veramente leggendario. Beh si, detto così potrebbe sembrare troppo, ma immaginate di essere in giro per Mosta, un paese che si trova quasi esattamente al centro di Malta e, alzando la testa per aria, ovunque voi siate, non si può fare a meno di vedere da la maestosità di questa costruzione degna dei migliori Renzo sparsi nel mondo. Una cupola, o per come mi piace chiamarla ''La Grande Cupola'', che diventa la vostra stella polare in caso abbiate perso la strada.
Ma prima di arrivare a questo ‘’er cupolone’’ maltese, non possiamo fare a meno di passare prima davanti ad uno spettacolo della natura, direi quasi una delizia per gli occhi che si immergono in una vallata che taglia a metà gran parte della cittadina.

Una valle con una leggenda che l’accompagna fin dal lontano 1760 circa, anni che hanno sconvolto più nazioni per colpa di invasori crudeli; e una delle tante invasioni che hanno caratterizzato questa nazione è quella turca.

È una giornata come tante altre, e una giovane ragazza e i suoi fratelli sono giù a valle per il consueto lavoro da pastori, quando ad un tratto i saraceni fanno il loro approdo nella valle.

Qui, ovviamente, capirete che la fuga è l’unica via di scampo che ci può essere per i fratellini, che riuscirono a sfuggire velocemente ai malintenzionati, grazie soprattutto alla loro sorellona che gliene diede modo. Ma è proprio a questo punto della storia che prende forma la leggenda.


La giovane donna non si perse d’animo e continuò la sua corsa contro il tempo, e contro gli invasori, continuando a correre in cerca di un rifugio anche per lei, fino a che, ormai stremata e troppo impaurita, riuscì a nascondersi in una grotta. Qui la ragazza cercò l’ultimo aiuto possibile rimasto pregando la Madonna che, secondo la leggenda, intervenne tessendo una ragnatela al suo ingresso affinchè gli invasori vedendola intatta continuarono a cercare altrove.
Scendendo giù nella valle, si può sentire ancora oggi, tutta la disperazione ed allo stesso tempo la voglia di volercela fare a tutti i costi senza mai perdere la speranza, così da poter essere ancora una volta artefici del proprio destino. Ed appunto per questo che la valle venne chiamata ‘’Valle della Speranza’’, costruendo sulla grotta miracolata la ‘’Cappella della Speranza’’.

Certo, scendere nella valle per percorrere il sentiero ormai dismesso fa venire la pelle d’oca; ma trovarsi di fronte alla piccola grotta che ha di certo salvato più vite di quello che si racconta, è qualcosa che difficilmente si dimentica.

Ma ecco che continuando a passeggiare ci troviamo finalmente faccia a faccia con la mastodontica cupola, la terza più grande al mondo, una costruzione basata sul Pantheon di Roma, ed una struttura miracolata durante gli attacchi della seconda guerra mondiale.

Eh già…era l’8 aprile del 1942 quando una bomba sganciata da un aereo tedesco, colpì la cupola irrompendo nella chiesa durante una messa, precipitando in mezzo alle navate ma senza esplodere, senza ferire gravemente nessuno dei fedeli e che prontamente fu disinnescata.
Signore e signori, sto parlando della ‘’Rotonda di Santa Maria Assunta’’, questo è il suo nome con le 12 statue degli  apostoli che fanno da guardia alla padrona (e patrona) di Mosta.

Al suo interno ci si può far venire i brividi guardando la riproduzione della bomba e tutti gli affreschi che vi riempiranno gli occhi a festa, e ancora farsi prendere dalla curiosità scendendo giù ai rifugi di guerra sotterranei per visitare i World War ll Shelter, ma solo dopo aver guardato il panorama direttamente dal tetto di questo grande fiore all’occhiello che possiamo trovare qui a Malta.

Bene, ora che siamo ben cotti da questa lunga passeggiata immersa tra mito e realtà, è arrivato il momento di fermarci e fare uno spuntino a base di pastizzi, sperando solo che Dylan non me li rubi tutti.


giovedì 20 maggio 2021

Il-Miraklu tal-Bomba, 9 ta' April 1942



Malta, come forse sapete, è stata colonia britannica fino al 1964, anno in cui ottenne l'indipendenza dal regno inglese. Ragion per cui si parla anche l'inglese, seppur con altre influenze linguistiche, ed in giro vedete le classiche cabine telefoniche rosse english-style accompagnate dai tipici balconi inglesi, etc etc.

Ma oggi voglio parlarvi di quello che è menzionato nel titolo, ovvero ''Il miracolo della bomba''.

Malta, per la sua posizione strategica, è stata protagonista di quello che è conosciuto come "Assedio di Malta" nel 1942, dove l'asse composta da Italia e Germania contendevano ai britannici il controllo dell'Isola, la cui collocazione era importante ai fini della "Campagna del Nord Africa" iniziata nel 1940. L'asse italo-tedesco decise di bombardare Malta per costringerla alla resa e tra le bombe sganciate, 3 di queste caddero sulla cupola della Rotonda di Mosta. Una di queste ha squarciato la cupola, le altre due rimbalzarono finendo sulla piazza antistante. Queste bombe rimasero inesplose e direi fortunatamente dato che all'interno della chiesa erano presenti circa 300 fedeli. L'ordigno che finì all'interno della chiesa, fu successivamente disinnescato e gettato in mare.

Una delle storie che circolano in merito a questo avvenimento, racconta dello stupore dei militari maltesi, quando constatarono che la bomba fosse stata riempita di sabbia e non con il normale carico esplosivo. Ma non finì lì, perchè notarono una scritta all'interno che recitava "Saluti da Pilsen". Quest'ultima, una cittadina cecoslovacca in cui i lavoratori della fabbrica Skoda, controllata dai tedeschi, assemblavano gli ordini utilizzati poi dall'Asse. Questi lavoratori, decisero di sabotare alcuni di questi ordigni, riempiendoli con della comune sabbia. I maltesi, da buoni credenti, pensando subito ad un miracolo, e chissà se non lo sia stato per davvero, decisero di riprodurre una copia della bomba e custordirla all'interno della chiesa per ricordane l'accaduto, al di sopra di essa, una scritta "Il-Miraklu tal-Bomba, 9 ta' April 1942" ovvero ''Il miracolo della bomba, 9 Aprile 1942''.

Ancora oggi è conservata all'interno della Basilica ed è possibile vederla pagando il ticket per il tour della Rotonda e vi consiglio di non perdervi questa opportunità


giovedì 6 maggio 2021

Mosta

Mosta, ridente cittadina dell’arcipelago maltese, che chissà perché si dice ridente, e chissà cosa avrà da ridere una cittadina. Comunque, bando alle ciance, questo villaggio maltese abitato fin dai tempi della preistoria, offre una posizione strategica, perché oltre alla sua tranquillità, ti permette di raggiungere facilmente più posti di Malta, grazie alla sua vicinanza alla strada statale, e una cosa che salta all’occhio entrando in paese, da uno dei suoi accessi, è la ‘’Valle della Speranza’’. Una vallata che fa da casa ad una chiesetta ‘nella roccia’ e per chi vuole avventurarsi in piccole escursioni. Superata la valle si arriva facilmente alla strada principale, Triq Il-Konstituzzjoni, che porta direttamente ad una grande cupola, visibile in tutta Mosta e in più villaggi dell’isola. Ecco, non so come dirvelo ma è d’obbligo visitarla insieme ai World War ll Shelter (rifugi di guerra) e la terrazza di questo Pantheon Maltese. Credetemi ne vale davvero la pena ed il prezzo è irrisorio per questo tipo di esperienza, d’altronde lo dice anche il vecchio detto ‘pagare vedere cammello’, e il cammello di cui si parla è un’opera d’arte a tutti gli effetti e il suo costo, se ricordo bene, si aggira intorno ai 5 euro scarsi.
 
Questa è anche la zona per i festeggiamenti del 15 agosto, giorno per cui la città viene decorata settimane prima per rendere felice la sua protettrice Santa Maria. Altreattrazioni da conoscere sono: la “Cappella della Speranza” dove dietro c’è una leggenda, la “Victoria Lines” che è un sentiero immerso nella natura lungo quasi 12 km, altre cappelle medievali sparse qua e là, e se siete fortunati potreste assistere a qualche tipo di festa di quartiere dove si cuoce un maiale a fuoco lento in perfetto stile Asterix e Obelix. Bene ora che ci siamo saziati d’arte, ci sono due opzioni, la prima è fermarsi a mangiare qualcosa nelle vicinanze del Duomo dove si può trovare una varietà di cucine che vanno dalla maltese alla cinese, all'italiana, alla thailandese fino ad arrivare ai classici pastizzi; oppure, la seconda è perdersi ancora per quelle strade dove regna la tranquillità e scoprire piccoli parchi con un verde curatissimo e ampi spazi per poter passeggiare in totale spensieratezza, da soli o in compagnia del vostro amico peloso. Ecco, l’unica cosa a cui stare attenti se avete un cane, ma alla fin fine stanno per i fatti loro, sono i gatti. Gatti che sull’isola non mancano e di cui il popolo maltese ne ha grande cura, quindi è come se non fossero proprio dei randagi. Ma gatti a parte, potete trovare questi parchetti sparsi per Mosta, e come in una caccia al tesoro, ogni giorno potreste trovarne e provarne uno diverso.
Dopo questa lunga passeggiata è giusto un po’ di riposo, e il posto più bello dove passare le ultime ore di luce è il promontorio che affaccia su Bugibba, nei pressi della rotonda stradale che collega le strade per Bugibba, Mdina, ecc… Qui potete godervi il tramonto in tutta tranquillità con un paesaggio che sembra uscire dai pennelli di Monet e che prende vita davanti ai nostri occhi. Muy bien, ora che il sole è calato e la vita notturna prende piede, non possiamo farci trovare impreparati e quindi si potrebbe andare a...a...ah ma questa è un’altra storia.

martedì 27 aprile 2021

Mdina

Vi siete mai chiesti come deve essere stato vivere nel medioevo?
Vi siete mai fermati anche solo per un momento, magari di fronte ad una costruzione dell’epoca medievale, a chiedervi che odori avessero padroneggiato la piazza principale? O se magari il suono delle campane della cattedrale fosse ancora lo stesso di quegli anni andati?
Bene, non l’avete mai fatto, ma chiedetevi ora...come deve essere stata la vita a Malta durante i periodi bui del medioevo, quando ancora si andava a caccia di streghe e il nostro mondo finiva solo un po’ più in là, direi poco fuori da quelle mura costruite per proteggere i pochi abitanti dalle insidie giornaliere, fuori da quelle porte che ti venivano aperte solo se, e dico solo se, avevi con te ‘’un fiorino’’; va beh non siamo a Frittole ma a Mdina o Medina, che diede natali a famiglie nobili importanti, alcune delle quali discendenti da Signori normanni, siciliani e spagnoli...ma fa lo stesso, chiamatela come volete, non si offenderà nessuno.
Mdina, così come tutta l’isola, è stata teatro per un medioevo che doveva districarsi tra un re Aragonese e un’alleanza con i corsari, roba da farci un film stile crossover Marvel, tra GoT e Pirati dei Caraibi.

Camminando sul ponticello che si affaccia sul fossato, si arriva ad una maestosa porta la quale una volta varcata ci si immerge in un’atmosfera quasi surreale e a tratti silenziosa, facendoci quasi sperare di incontrare un vero cavaliere, anche perché c’è odore di fieno e lì a qualche metro c'è un calesse con un purosangue pronto a farti fare un giro per le viuzze della Fortezza, magari non solo con gli occhi, ma anche con le orecchie mentre ascolti gli zoccoli che battono al suolo...okok è tutto molto bello, ma meglio una sana passeggiata.
Solo così abbiamo il tempo di gustare tutta l’arte rappresentata all’interno della Città Notabile. Curioso aneddoto è che questo nome venne dato a Medina, nonché capitale dell’epoca, quando il popolo maltese, stanco della situazione disperata e delle promesse infrante dei re che si susseguirono, riuscì a ricomprare le proprie isole per 30.000 fiorini. Purtroppo la situazione sfuggì di mano per via della grossa spesa, per i vari attacchi dei pirati e della pestilenza che devastò l'isola tra il 1427\1428.
Ma tranquilli, non troverete briganti o corsari neri per le strade dell’ex capitale, ma curiosamente davanti a dei cannoni che,non sempre, fanno da guardia alla Cattedrale di San Paolo, e prometto che tornerò a darci uno sguardo anche all’interno, che insieme al Palazzo Vescovile e il Museo della Cattedrale, è tra i più importanti esempi di arte barocca a Malta.



Un mix tra architettura barocca e costruzioni medievali tra cui perdersi, molte delle quali andate distrutte nel terremoto del 1693 ma in seguito ricostruite, come la cattedrale che rivide la luce nel 1702.
Continuando a passeggiare, immersi in un silenzio degno del soprannome di Città Silenziosa, si arriva ad un’altra piazzetta, proprio dove finisce la città e dalle sue mura si può osservare un panorama mozzafiato, dove la cupola di Mosta sembra quasi di poterla toccare. Vorresti poter fotografare tutto e allo stesso tempo dare a quelle foto le sensazioni provate; ma sappiamo che non sarà così e quindi non ci resta che somatizzare quanto visto, magari davanti ad un tè e una delle più buone fette di torta che potreste mai mangiare a Malta, continuando a godere della vista dall’alto, al Fontanella Tea Garden, e poter fare così dopo il tramonto un ultimo giro sotto la luce della luna, dove tutto acquista un altro sapore.
Uscendo dalla fortezza, non si può tornare alla propria macchina o fermata di bus, se prima non si assapora la frescura serale tra i prati del fossato, che spesso ospita festival ed eventi, quindi tranquilli, ci torneremo...ora è giusto così, la giornata è stata lunga e non ci resta che dare ancora un ultimo sguardo alla Fortezza e mangiarci un ultimo pastizzo come meritato riposo.

venerdì 23 aprile 2021

Book Day 2021

Libri! L’unico crimine peggiore di bruciarli è non leggerli! Questo è quello che direbbe Groucho, fido assistente di Dylan Dog, ed è quello che pensiamo anche noi di Discovery Malta. E cosa può esserci di meglio dopo la giornata per la salvaguardia della Terra, se non celebrare tutta la cultura del mondo che sapientemente i nostri avi e noi ai giorni nostri, continuiamo a lasciarne traccia. Pensate cosa sarebbe stato se un giorno il primo uomo che ha fatto quei disegni strani sulle rocce, si fosse fatto una nuotata o fosse morto durante la caccia o beh...magari era con sua moglie. Bene, vi svelo un segreto, ci saremmo arrivati lo stesso agli ebook, magari solo un po’ più tardi. 

Ad esempio, la Biblioteca Nazionale di Malta, non avrebbe avuto origine nel 1555, anni di Gran Maestri e Cavalieri di Malta che con i loro libri hanno potuto dare il via a quella che è stata una rincorsa a chi ce l’ha più grande...ovviamente la Bibliotheca, come la chiamano sull’isola. Certo le sue origini sono lontane, ma la sede di tutto quel popo di libri è in Piazza della Repubblica, nel centro di Valletta, in un edificio neoclassico costruito verso la fine del XVlll sec. Qualcuno potrebbe obiettare e dire, ma se voglio semplicemente leggere un libro devo andare per forza alla Bibliotheca? Ovviamente no, praticamente in quasi tutti i paesi di Malta c’è la possibilità di trovare biblioteche pubbliche. 

Ecco...magari fermarsi a leggere in un paese sulla costa, dove regna pace e tranquillità, e l’unico rumore è il suono di un’onda in sintonia con lo svolazzare di un pennuto solitario, che come noi, vuole dare un’ultima occhiata fugace al sole, per poi aprire di nuovo le ali, come fossero pagine di un libro, e volare via verso la sua storia.

Malta, tanto da...

 MALTA Malta, tanto da vedere, tanto da assaggiare, tanto da…ma la prima cosa che ti chiederanno appena sei stato a Malta è ''ma che...